Allora hai visto me

Allora hai visto me,
quello che arriva e aspetta davanti ad ogni porta
Allora hai visto me,
quello che va via sempre con qualcosa in meno rispetto a prima
Allora hai visto me,
scommetti che riesco a farti sorridere
quando il sangue bagna il pavimento?
Dimmi, amico, puoi avere qualcos’altro?
Dimmi, puoi chiedere qualcos’altro?

Fidel Nastro

"Io do a Castro un anno. Non di più. (Fulgencio Batista, 1959)".

In questa infelice previsione, avveratasi solo 57 anni dopo, c'è forse l'intera essenza dell'epopea di Fidel Castro: un uomo vissuto e morto molte volte, salvatore e carceriere del suo popolo altrettante volte. Oggi non penso a lui, che è già materia di scienza politica, filosofia, poesia ed ora storia: penso a un popolo dignitoso, pieno di vita e risorse, che ha sofferto molto e raggiunto anche traguardi impensabili a dispetto di grandi privazioni.

Così va via l'ultimo pezzo del "mio" 900, l'odore delle pagine di un libro trovato in casa da piccolo che ancora riecheggia i nomi di Ernesto Guevara, di Giangiacomo Feltrinelli, e poi di Germania Est, e di una particolare divisione in blocchi ideologici che oggi mi sembra meno netta, meno obbligata, superflua.

Quello che rimane di ogni esperienza, e anche di questa, è che c'è una verità inafferrabile nascosta dietro la fallibilità degli esseri umani: gli esseri viventi devono cercare con tutte le loro forze, "fino alla vittoria", passando se necessario attraverso nuove fasi dolorose, di realizzare un mondo nel quale le iniquità di ogni genere vengano eliminate, nel quale l'uguaglianza si manifesti in modo assoluto, inequivocabile: non come cancellazione delle differenze caratteriali o delle sensibilità individuali, ma al contrario come rispetto profondo delle parti e del tutto.

Oggi la storia di Cuba si riavvolge.
Per 9 giorni si celebreranno insieme un funerale ed un battesimo: possa il futuro prendere da ciò che è stato solo il terreno fertile per far germogliare armonia.

La Brexit vista da un kazako.

SkyTG24 si collega da Londra, proprio davanti ad un seggio per il referendum a Covent Garden: è pieno zeppo di inglesi che puoi farci una parodia di Sgt.Pepper.

L'inviata coglie al volo l'occasione e fa ben due interviste: la prima ad un ragazzo Kazako, che NON PUÒ VOTARE ma ha un bell'adesivo a favore della permanenza in Europa, e spiega nel suo inglese "comme ci, comme ça" (comunque meglio di Renzi) che la Brexit è bruttcattiva e quindi niente.

Tuttappost.

La seconda intervista, dopo un parere pro-brexit, per par condicio la fa ad uno studente italiano che NON PUÒ VOTARE e spiega che la Brexit renderà impossibile la vita a tutti gli aspiranti studenti, camerieri, lavoranti, macchinisti, uomini di fatica & affini che vogliono andare in UK a lavorare.

46 milioni di Britannici al voto, a decine uscivano da quel seggio e la giornalista li ha ignorati del tutto. A voi studio, allegra serie di schermate informative dal titolo "Brexit o no?" che spiegano tutti i contro del Brexit e nessun Pro.

Le posizioni di chi vuole uscire dall'Europa? Non pervenute. Il parere di un (UNO) inglese a caso preso per strada? Niente.

Questa è la realtà virtuale cui siamo sottoposti.

Chicco Testa e la partita a scacchi con il nucleare

Nel 2010 contattai Chicco Testa per un'intervista su Futuroprossimo: avrebbe dovuto uscire su Nòva24 del Sole24Ore, testata collegata all'epoca col network di cui faceva parte il mio blog.

Testa aveva scritto un libro due anni prima, "Tornare al nucleare", e si era messo alla testa di Forum Nucleare, una sorta di think tank nuclearista che aveva lo scopo di far cambiare la legge, o proporre un nuovo referendum, o comunque farci ingoiare di nuovo le centrali. Mi colpì molto l'approccio comunicativo di questo gruppo di "fini pensatori" (immagino per nulla interessati economicamente a riportare in Italia il nucleare). Lo [noemi_tooltip title='Nel video sono spiegate alcune dinamiche manipolatorie']Spot televisivo[/noemi_tooltip]  che questo gruppo scelse era un raro esempio di manipolazione psicologica, e mi colpì molto. Subdolo, quasi diabolico. In rete ho trovato una (parziale) spiegazione: senza scomodare "gombloddi" e tesi strampalate basta fare una piccola ricognizione tra le tecniche di PNL e il copywriting per capire quanto fosse "furbo" (e sono buono) questo modo di porre il condizionamento.

Quando Testa capì che non intendevo fargli domande da pecora, che sul nucleare avevo una posizione contraria e non ero lì per leccargli i piedi fu scortese e in risposta alle mie eccezioni mi dette del cretino. 4 mesi dopo, l'incidente di Fukushima ha mostrato chi fosse il vero cretino.

Speriamo di non dover dare il benvenuto a un nuovo signor Ministro che vuole giocare a scacchi con il nostro culo: ancora una volta quando esce di scena un politico dannoso ne arriva un altro ancora peggiore.

 

Introduzione delle armi in Italia e Finestra di Overton

Circa la necessità di mitigare la formula dell'eccesso di legittima difesa: non sono d'accordo. Col facile argomento della "difesa della famiglia" apriamo periodicamente lo spiraglio ad una maggiore accettazione sociale e diffusione delle armi. Tempo fa parlai della "Finestra di Overton", un meccanismo che permette a chi vuole introdurre una norma non accettata dalla massa di farla assorbire lentamente, per assuefazione, attraverso un processo in 6 fasi.

Questo è il post, dell'Ottobre 2015. 

Oggi con la discussione di questa legge abbiamo raggiunto una delle ultime fasi del processo che rischia ormai seriamente di diffondere più armi in Italia: lo scrivo qui se a qualcuno può interessare, a futura memoria.

Chi si trova in casa e ha un'arma da fuoco deve aver fatto mesi di addestramento al poligono e robusti test attitudinali: se invece di sparare in aria o alle gambe del malvivente lo ammazza mentre magari quest'ultimo è di spalle o sta scappando, allora è legittimo indagarlo.

Mi rifiuto di abbracciare una logica sociale che alzi l'asticella finendo per costringere tutti a possedere un'arma perchè chiunque può spararci. Con questa logica di agitare il diritto a decidere la vita di altri per l'esercizio di una libertà, in USA sono finiti a spararsi nelle scuole e a mettere i fucili in mano ai bambini.

Lo Stato non va deresponsabilizzato sul tema della sicurezza: deve provvedere alla protezione dei cittadini e ai cittadini deve concedere anche tutela dagli abusi di potere. Sul tema della vita umana va privilegiato non il principio, ma l'individuo.