Il Demonio gioca in Borsa

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La disperazione sulle doti della civiltà è tutta in una percentuale: +1,5%. È la crescita che oggi ha avuto il valore delle azioni della Lockheed Martin, l’azienda USA che produce missili. Gente che in borsa compra la morte, scommette sui guadagni della morte, e investe sperando che arrivi ancora più morte. Se esiste il demonio, vive giocando in Borsa.

Quanto è ampio il margine per sovvertire questo stato di cose?

Una rivoluzione individuale e interiore può partire solo da due fasi precise.

La prima fase è “accettare”, nell’accezione di “prendere coscienza”, che una realtà si è conclamata.

Questa realtà è che noi Società siamo state derubate di ogni potere. L’auto, la casa, i diritti, la democrazia, le piccole cose che abbiamo sono diventate sub iudice, precarie, variabili, e sotto controllo altrui. Viviamo in una “bambagia” di belletti e distrazioni che serve a renderci inoffensivi mentre si dipana il nastro di decisioni prese altrove.

La seconda fase dopo aver preso coscienza di questo è rigettare questa realtà. Smettere di dividerci in fazioni, smetterla di seguire il gioco di chi divide, parcellizza, spiega le ragioni di uno o di un altro. Non esistono le ragioni. Esiste LA ragione. E questa ragione umana non contempla alcuna guerra, alcuna sopraffazione per motivi di denaro.

Se i parametri vitali sono armi o denaro, due sono le cose: o non sono umani gli individui che vivono secondo questi parametri o non sono umano io. In entrambi i casi, io posso e devo, con la mia anima, testimoniare questa differenza.

E tu puoi farlo con la tua.
E chi vuole, con la sua.

Quando il numero di queste differenze diventerà sufficiente e sostanziale, l’asse di equilibrio si sposta e tutto si rivoluziona. Si apre una nuova pagina.

Se il numero di queste differenze non diventa sufficiente e sostanziale, chi prevarica e adotta armi e denaro come parametro trova il modo di dominarci anche senza il nostro consenso e senza la nostra partecipazione.

D’altra parte a cosa servono gli uomini quando i robot possono fare tutto il lavoro? Quale intelligenza artificiale può davvero dipanarsi, se è schiava di un compilatore ottuso? 

Il problema però non sono i robot.

Come sempre, il problema sono gli uomini che impiegano i robot: ma bada bene, “robot” è solo una parola. Deriva dal ceco “robota”, che significa “lavoro pesante”. I robot sono sempre esistiti, non sono un prodotto del futuro: sono i lavoratori senza coscienza.

Domani saranno fatti di metallo, oggi sono fatti di carne.

E non sanno liberarsi da chi li “programma”.

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