Di gocce e uragani.

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La scienza dice che il mare si sta alzando.

Ogni giorno, già da un bel po’ di tempo. Un sacco di gente lo sa, un altro sacco non lo sa, un altro sacco ancora lo sa ma preferisce non pensarci.

Poi ogni tanto c’è un uragano. E quando c’è un uragano tutti prestano attenzione, si chiedono se accadrà ancora, forse corrono ai ripari, forse corrono in aiuto.

Per interpretare un uragano occorre avere i sentimenti in ordine. Se sei cieco, sentirai solo il tuono. Se sei sordo vedrai solo il lampo.

Le cose che procedono nel tempo, giorno dopo giorno, sono quelle che producono, che costituiscono la trasformazione. Una goccia, poi una goccia, poi una goccia, e così via. Le strutture che si cementano un po’ per volta, le reti che rinforzano i nodi, i gruppi che aumentano gli incontri, le parole che si perfezionano nell’uso. Così cambia una cultura, così cambia un paese. Così cambiano le persone.

Se si vuole produrre un effetto sul breve periodo serve l’esatto contrario. Sul breve, una mera serie di gocce non mette in allarme nessuno: solo l’uragano, il lavoro coordinato e duro di tanta gente può fare notizia. E occorre saper leggere, interpretare, avvertire questo uragano.

Roma non è stata fatta in un giorno, per cambiare lo scenario geopolitico occorrono decenni, forse secoli, un uomo impiega nove mesi per venire al mondo e tutta la vita per evolversi.

Secondo me ciò che fa crescere davvero è il lungo periodo, ma tutto è complicato da un fattore che, seppure oggi sia necessario, ha guadagnato eccessiva importanza. Un fattore che finisce sempre per rovinare le cose: il danaro. Il danaro rende tutto più difficile, perchè rappresenta spesso il paradigma della scorciatoia. Vuoi un’auto veloce? Paga. La vuoi più veloce? Paga di più. Anche nel mio lavoro: vuoi contatti? Paga. Vuoi più contatti? Paga di più. Non può funzionare. Non può durare.

Ed è un disastro per due motivi. Primo: ci fa totalmente perdere di vista la successione delle piccole gocce, dei piccoli cambiamenti che poi trasformano la nostra vita e la Storia, e così non li vediamo arrivare, non sappiamo accoglierli né accompagnarli, a volte li rallentiamo noi stessi. Secondo: ci fa pensare che basti un uragano qualunque. Un lampo solo. Un po’ di rumore.
Inquina i valori di ognuno.

Quando mettiamo a terra il nostro compito ogni giorno e portiamo a casa la nostra coscienza nelle condizioni migliori che possiamo, allora neanche gli uragani ci distraggono: tutt’al più ci segnano il cammino, siamo noi a dominarli e non il contrario.

Quando si dice essere padroni degli elementi.

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