Cheese! Sorridere in foto. Perchè. Perchè no. Ma che ne so.

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Un sacco di persone nota che nelle foto non sorrido quasi mai. Le foto in cui capita sono talmente poche che praticamente si contano sulle dita di una mano. Sono tipo 5.

Perchè? Principalmente perchè mi sento un coglione a sorridere senza un motivo, forse sono insicuro, ma stasera ci ho meditato su.

Forse tra 200 anni le persone di un lontano futuro guarderanno le nostre immagini e penseranno: “ma questi perchè ridevano sempre?”. Un po’ come quando io guardo le foto dei miei bisnonni nelle pose dei primi del ‘900 e penso “ma questi perchè stavano sempre incazzati?”. Abbiamo una cultura ossessiva del sorriso fotografico, o della bocca a culo di gallina.

Sempre le persone di un lontano futuro avranno magari sviluppato un dispositivo in grado di leggere perfettamente le espressioni facciali, e si renderanno perciò conto del fatto che più della metà dei nostri sorrisi in foto è falso: si chiederanno se questo fenomeno non dipendesse da una qualche sottomissione presente nel nostro secolo.

Forse non avranno tutti i torti. Se non ridi in una foto di gruppo dai subito una strana impressione: il fotografo di turno, e a volte anche le persone che ti sono accanto ti incitano a mostrare i denti, pena il livellamento verso il basso delle prospettive dell’immagine.

Mia madre è una tra le persone che più spesso mi incoraggiano a sorridere in foto. Non so se abbia fatto caso a questa sua propensione: è particolare, perchè lei come me non riesce molto a sorridere genuinamente se in posa. Il campione comunque è mio zio Ciro, che in foto sembra sempre incazzato come una biscia, e con un nugolo di microvarianti riesce comunque a esprirere tutta la gamma delle emozioni. Ad ogni modo è una trattativa continua: talvolta mi hanno detto “nelle foto in cui non sorridi sembri una specie di psicotico”, ma è solo la mia faccia di tutti i giorni, e forse quel famoso popolo del futuro vedendo le mie foto e valutando le mie espressioni come genuine mi considererà al contrario come uno tra quelli sani.

Io lo so che la gente ama i sorrisi. Anche io li amo. Sono belli, piacevoli, attraenti, rassicuranti. Le persone sorridenti sono più amichevoli. Il sorriso ha un vero valore sociale, e dicono faccia anche bene. Il sorriso è una delle cose più belle del mondo. Ed è la genuinità a renderlo così speciale.

E’ proprio questo il motivo per cui non mi piacciono quelli finti.

Un viso sorridente senza quella scintilla di emozione è solo finto, è un manifesto conformista nel quale nessuno, nemmeno inconsciamente, può leggere vera felicità. E a me suona ridicolo.

Tornando ai miei bisnonni, e credo anche ai vostri, sapete perchè invece loro non sorridevano? Ci sono un sacco di motivi. Primo, l’igiene dentale dell’epoca era più scadente della nostra. Secondo, il tempo di esposizione era più lungo, e non se la sentivano di restare lì per minuti con un’espressione da paresi facciale.

Più di tutto, però, non sorridevano perchè nei suoi primordi la fotografia veniva vista come il modo veloce di ottenere un ritratto, e quelli dipinti costavano troppo per le persone comuni. Così anche il mio nonno Cosma, che non era un sovrano ma un proletario, si immortalava con un’espressione solenne perchè non voleva consegnare all’eternità uno “scandaloso” sorriso da ubriacone o da furbastro.

Tutto cambiò dall’avvento del cinema: la tendenza ad enfatizzare le espressioni ed i sentimenti forti dei divi ha portato negli anni tutte le persone a mostrarsi in vacanza, a casa, durante una ricorrenza, con espressioni estatiche e stracontente per esibire un momento topico della vita.

E oggi? Il rapporto con la fotografia (che ci coinvolge in tanti, non mi escludo) sfiora l’onanismo nella pratica talvolta eccessiva dell’autoscatto, o sarebbe meglio dire “Selfie”. In una pantagruelica corsa a “chi sta più bellino” in giro è tutto un “ueì, aspetta! mettiamoci così, catturiamo le nostre magnifiche vite! Sorridiamo! Dovessero pensare che non ci stiamo divertendo?”

Alcuni sono proprio bravi. Non so come facciano, ma hanno il formidabile talento di sfoderare sorrisi straordinariamente somiglianti a quelli veri. A loro di tutto sto pippone non frega niente, perchè ogni santa foto è l’opportunità di mostrare tutta la loro bravura in questa pratica. Per tutti gli altri, e per quelli come me in particolare, una fotografia è l’occasione per specchiarmi in alcuni pesanti limiti: eccessiva coscienza di me, insicurezza, autosvalutazione e altri disturbi meno rilevanti.

Non è per questo però che stanotte faccio la mia filippica contro i sorrisi finti: tutt’altro. Anche io sorrido spesso, quando non devo stare in posa, e non voglio criminalizzare chi lo fa quando fotografato: semplicemente preferisco i sorrisi veri a quelli finti, ed in foto è questa seconda modalità che va per la maggiore.

Cheese!

Non ci raccontiamo sciocchezze: non c’e’ niente di più facile per distruggere un sorriso vero che chiederlo a comando: ma se riuscite a catturarlo senza fare scatti in posa avete vinto.

Ehi, non mi invento niente: i più grandi fotografi lo sapevano bene. Per questo coglievano l’attimo e si accontentavano di quello che trovavano, o realizzavano grandi capolavori catturando espressioni furtivamente.

Forse questa strana fase storica nella quale tutti devono rappresentarsi come molto più sorridenti che nella vita di tutti i giorni passerà, e la gente del 23° secolo sarà molto distante da questo modo di fare. Perciò, cari amici che-vengono-imbronciati, non considerate un periodo come tutta la Storia: dopotutto non indossate più la fascia tra i capelli lunghi e la zampa di elefante, anche se quello vi sembrava il look più straordinario del mondo.

Ampliate la visione di ciò che è naturale, o giusto. Non lasciatevi dire da nessuno che dovete sorridere per forza: fatelo se volete, ma solo se lo volete davvero, e soprattutto nessuno scassi il cazzo a me 🙂

(ho sorriso)

1 Comments

  1. Andrew Rogers says:

    I know that you did last summer! :[

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