Introduzione delle armi in Italia e Finestra di Overton

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Circa la necessità di mitigare la formula dell’eccesso di legittima difesa: non sono d’accordo. Col facile argomento della “difesa della famiglia” apriamo periodicamente lo spiraglio ad una maggiore accettazione sociale e diffusione delle armi. Tempo fa parlai della “Finestra di Overton”, un meccanismo che permette a chi vuole introdurre una norma non accettata dalla massa di farla assorbire lentamente, per assuefazione, attraverso un processo in 6 fasi.

Questo è il post, dell’Ottobre 2015. 

Oggi con la discussione di questa legge abbiamo raggiunto una delle ultime fasi del processo che rischia ormai seriamente di diffondere più armi in Italia: lo scrivo qui se a qualcuno può interessare, a futura memoria.

Chi si trova in casa e ha un’arma da fuoco deve aver fatto mesi di addestramento al poligono e robusti test attitudinali: se invece di sparare in aria o alle gambe del malvivente lo ammazza mentre magari quest’ultimo è di spalle o sta scappando, allora è legittimo indagarlo.

Mi rifiuto di abbracciare una logica sociale che alzi l’asticella finendo per costringere tutti a possedere un’arma perchè chiunque può spararci. Con questa logica di agitare il diritto a decidere la vita di altri per l’esercizio di una libertà, in USA sono finiti a spararsi nelle scuole e a mettere i fucili in mano ai bambini.

Lo Stato non va deresponsabilizzato sul tema della sicurezza: deve provvedere alla protezione dei cittadini e ai cittadini deve concedere anche tutela dagli abusi di potere. Sul tema della vita umana va privilegiato non il principio, ma l’individuo.

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